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C o m u n e d i B e r n a r e g g i o - Via F. Prinetti 29 – Provincia di Monza e della Brianza A r e a S e r v i z i a l l a p e r s o n a Responsabile: Besana Ida Telefono: 039 62762300 mail: serviziallapersona@comune.bernareggio.mb.it |

Con questo documento il Comune di Bernareggio vuole essere vicino ai cittadini nell’informarli sui servizi che l’Amministrazione Comunale mette loro a disposizione nell’area dei Servizi Sociali.
E’ uno strumento che attraverso l’informazione si pone l’obiettivo di favorire la partecipazione dei cittadini alla vita dell’Amministrazione Comunale.
Con la "Carta dei Servizi Sociali" l’Amministrazione vuole fornire una descrizione di tutti i servizi erogati dall’area Servizi Sociali .
In questo documento, stampato in un volumetto distribuito in tutte le famiglie, i cittadini e gli utenti dei servizi possono trovare una completa e chiara descrizione dei contenuti e delle caratteristiche dei servizi offerti .
Uno strumento agevole, speriamo comprensibile, ad uso dei cittadini; insomma una vera “bussola” in grado di orientare con facilità tutti coloro che “hanno bisogno” di accedere ai servizi presenti nel territorio
Abbiamo quindi descritto i servizi offerti non solo dall’Amministrazione Comunale, ma anche presenti sul territorio, abbiamo cercato di spiegare con chiarezza, cosa siamo in grado di offrire,in che modo, chi contattare, in quanto tempo erogare il servizio richiesto.
In questo modo diventano più chiare e trasparenti le possibilità dei cittadini di accedere ai servizi che vengono messi a disposizione.
Pensiamo così di rafforzare il legame tra i cittadini e chi governa affinchè il cittadino si senta sempre più parte attiva della vita del paese.
Un sentito ringraziamento va all’ufficio Servizi Sociali per la qualità del volumetto prodotto, oltre che per il lavoro svolto fino ad ora e che pensiamo possa essere migliorato, anche grazie alla Carta dei servizi.
L’Assessore Area Servizi alla Persona Responsabile Area servizi alla persona
Limonta Nadio Besana Ida
INDIRIZZI E MODALITA' DI ACCESSO AI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE
Servizi sociali per tutti i cittadini e le loro famiglie
I servizi di trasporto protetto
L’assistenza domiciliare (SAD)
Il sostegno alla cittadinanza attiva
Centro Unico di Prenotazioni esami
Servizi sociali per minori e le loro famiglie
Il sostegno economico alle famiglie
Il Centro di Aggregazione Giovanile
Gli interventi pedagogoci in area scolastica
La formazione professionale e l'inserimento al lavoro per adolescenti
L'assistenza domiciliare per minori (ADM)
Gli interventi a tutela dei minori
Servizi Sociali per persone anziane e le loro famiglie
Il sostegno economico alle persone anziane
Il trasporto protetto per persone anziane
Gli interventi a favore dell'integrazione sociale
Gli interventi a sostegno dell'autonomia e dell'autosufficienza
Servizi Sociali per persone disabili e le loro famiglie
L'assistenza domiciliare per persone disabili
Il trasporto protetto per persone disabili
Il sostegno economico alle persone disabili
L'assistenza educativa scolastica agli alunni disabili
L'inserimento sociale in età adulta
L'inserimento lavorativo protetto
Servizio di orientamento ed informazione sui temi riguardanti la disabilità
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cos’è
a cosa mira
come lavora
i suoi valori |
Il Servizio Sociale del Comune di Bernareggio è parte integrante del Settore Servizi alla Persona ed è composto da diverse figure professionali: le assistenti sociali, lo psicologo, la psicopedagogista, le ausiliarie socio-assistenziali, l’autista, i collaboratori amministrativi ed anche i cittadini attivi come volontari.
Opera allo scopo di offrire a tutti i residenti del Comune di Bernareggio servizi finalizzati ad affrontare difficoltà nella vita personale, familiare, sociale, a prevenire e ridurre situazioni di disagio, a facilitare condizioni di miglioramento della qualità della vita.
Per realizzare tali obiettivi, il Servizio Sociale mette in atto azioni diversificate, rivolte tanto ai singoli individui che alle famiglie, che si attuano attraverso: - l’accoglienza e l’ascolto delle persone; - la comprensione e la valutazione della situazione e dei bisogni; - l’elaborazione di un progetto con cui affrontare difficoltà o migliorare la qualità della vita.
Le attività sono svolte da personale qualificato, che lavora in équipe e si avvale dell’aiuto e della stabile collaborazione di altri servizi e soggetti del territorio.
I valori che guidano l’operatività del Servizio Sociale sono: Il rispetto della persona, inteso come accoglienza dell’individualità e della particolarità di ogni situazione; L’eguaglianza e l’imparzialità, intese come equità nel trattamento e pari opportunità nella fruizione degli interventi; L’attivazione delle potenzialità delle persone, affinché cresca l’autonomia nel far fronte alle proprie difficoltà e si rafforzino i legami di solidarietà sociale; L’efficacia e l’efficienza nel rispondere concretamente ai bisogni al fine di migliorare la qualità dei servizi; La partecipazione, intesa come diritto al coinvolgimento del soggetto quale attore protagonista delle sue scelte e del suo cambiamento; La riservatezza, intesa come tutela della privacy e protezione delle informazioni personali.
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In che modo posso contattare il Servizio Sociale?
A chi posso chiedere informazioni sui servizi esistenti?
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Il Servizio Sociale di base si trova presso la sede dell’edificio comunale di Bernareggio, in via Prinetti n. 29.
L’Ufficio Amministrativo del Servizio Sociale è aperto: il lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.30 alle 12.30; il sabato dalle ore 9.30 alle 12.00; il giovedì dalle ore 16.30 alle 18.30.
Negli orari di apertura il cittadino può presentarsi senza alcuna formalità allo sportello e viene orientato da un impiegato del Servizio il quale svolge (oltre ad attività di supporto amministrativo e burocratico) attività di informazione e di indirizzo al cittadino: mediante l’attività di segretariato sociale fornisce informazioni di carattere generale sui servizi erogati a livello comunale e sugli orari di ricevimento al pubblico da parte delle assistenti sociali.
Nel caso in cui l’utente abbia necessità di approfondire la sua situazione ed esporre meglio il suo problema per avere indicazioni precise da operatori qualificati, l’impiegato lo invia all’Assistente Sociale competente che fisserà un appuntamento per un colloquio. L’assistente sociale svolge, dopo una prima valutazione, un’attività di orientamento e di segretariato sociale tesa ad illustrare le modalità burocratiche da seguire nell’espletamento dei vari iter e dando informazioni su tutte le risorse disponibili, su eventuali possibili soluzioni al problema e sui diritti degli utenti.
Le assistenti sociali ricevono anche, senza necessità di prendere un appuntamento, il mercoledì dalle 9.30 alle 12.30.
In tutti gli altri giorni il ricevimento avviene su appuntamento che è possibile richiedere telefonando al numero 039.62762213.
Per spedire un fax al Servizio Sociale, il numero è il seguente: 039.62762311.
Per inviare una e-mail, l’indirizzo del Servizio Sociale è: ser.soc.bernareggio@tiscali.it
Il Comune di Bernareggio insieme ad altre ventotto amministrazioni comunali del Vimercatese e del Trezzese ha dato vita alla Azienda Speciale Offerta Sociale, mediante la quale gestisce alcuni servizi sociali a livello sovracomunale.
Azienda Speciale Offerta Sociale: www.offertasociale.it |
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Posso essere aiutato nella ricerca del lavoro?
Esistono percorsi tutelati per l’inserimento al lavoro, se si è in una situazione di difficoltà sociale? |
Tutti i cittadini che sono alla ricerca di una occupazione possono rivolgersi allo sportello del Centro Lavoro. Il Centro si occupa di: - informare i cittadini sulle opportunità e sulle richieste del mercato del lavoro locale e non; - orientare rispetto a possibili percorsi di ricerca del lavoro e di formazione; - promuovere, attraverso una banca dati, occasioni di incontro tra la domanda di lavoro dei cittadini e le richieste delle aziende. Lo sportello del Centro Lavoro si trova presso il Comune, in via Prinetti 29. Si accede tramite appuntamento da prenotare al numero di telefono 039.6612672 - 6612605.
Il Servizio Sociale comunale si occupa poi più specificamente di offrire percorsi protetti di inserimento al lavoro di cittadini che si trovano in una situazioni di svantaggio sociale. In questi casi, infatti, il Servizio Sociale facilita l’inserimento lavorativo segnalando la persona al Servizio Inserimenti Lavorativi (SIL). Il SIL si occupa di valutare le possibilità lavorative della persona, di ricercare una postazione lavorativa compatibile con tali possibilità, di seguire e sostenere la persona nei vari momenti del percorso di inserimento al lavoro e di mediare tra le esigenze della persona e quelle dell’azienda che si è resa disponibile per l’inserimento. L’inserimento al lavoro avviene solitamente in maniera graduale, attraverso percorsi di tirocinio o di borsa lavoro, che non comportano l’assunzione della persona da parte dell’azienda. Il SIL si occupa di inserire al lavoro: - persone disabili; - persone con problemi psichiatrici seguite dal Centro psico-sociale (CPS); - persone con problemi di alcolismo in cura presso il Nucleo operativo alcooldipendenze (NOA); - persone in trattamento presso il Servizio tossicodipendenze (SERT); - persone che stanno scontando una pena carceraria e che beneficiano di una misura alternativa.
Il Servizio Inserimenti Lavorativi che si occupa dei Disabili (SILD) si trova a Bernareggio in via Mazzini 2, presso l'ex posta. Il SIL che si occupa dell’inserimento lavorativo di persone con problemi psichiatrici si trova a Vimercate, in Via Cesare Battisti 23. Su questi servizi ed opportunità è possibile avere informazioni immediate presso il Servizio Sociale. |
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Attraverso il Servizio Sociale, si può fare richiesta per la casa popolare….
….ed anche per ottenere un contributo al costo dell’affitto, se si paga un prezzo elevato rispetto alle proprie possibilità economiche.
Esistono anche contributi per chi ha deciso di comprare o ristrutturare la casa ed è in condizioni economiche non agiate. |
Tutti i cittadini possono rivolgersi all’Ufficio Case del Servizio Sociale per ottenere informazioni in merito ai requisiti necessari e alla modalità per presentare la domanda di un alloggio di edilizia residenziale pubblica (casa popolare).
L’Ufficio Case si trova all’interno dell’ufficio del Servizio Sociale, ed è aperto: - lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9.30 alle ore 12.30; - giovedì dalle ore 16.30 alle ore 18.30; - sabato dalle ore 9.30 alle 12.00.
Ogni anno il Comune pubblica un bando per la formazione della graduatoria sulla base della quale può avvenire l’assegnazione delle case popolari per chi ne ha diritto. L’Ufficio Case dà informazioni sui criteri con i quali è formata la graduatoria, consegna i moduli per fare la richiesta della casa, aiuta a compilare la domanda e ritira i moduli compilati. Successivamente alla pubblicazione del bando, può essere presentata la domanda di assegnazione alloggi in ogni momento dell’anno. I tempi di assegnazione della casa sono legati alla disponibilità di alloggi.
Il Comune di Bernareggio dispone inoltre di 5 alloggi (di proprietà comunale) che non rientrano in quelli dell’edilizia residenziale pubblica. Questi alloggi sono riservati a situazioni di disagio per le quali occorre un pronto intervento. Per l’assegnazione di queste abitazioni è necessaria la valutazione dell’assistente sociale in merito alla situazione di disagio.
L’Ufficio Case del Servizio Sociale, così come i centri di assistenza
fiscale (CAF) convenzionati con Il contributo è calcolato dalla Regione sulla base del rapporto fra situazione economica complessiva di chi lo richiede e l’entità dell’affitto che sta pagando. L’Ufficio Case riceve la domanda, la trasmette in via telematica, ed in massimo dieci giorni è in grado di fornire informazioni sull’accoglimento della domanda stessa. In caso di risposta positiva, il contributo è garantito. L’erogazione del contributo dipende, per quanto riguarda i tempi e le modalità di liquidazione, da indicazioni della Regione. Chi è assegnatario di una casa di edilizia residenziale pubblica, non può usufruire di questo contributo.
L’ufficio Case del Servizio Sociale offre anche informazioni e orientamento per accedere al contributo regionale per acquisto e recupero prima casa. Si tratta di un contributo erogato dalla Regione Lombardia e collegato ad un bando regionale che ne fissa i criteri. I tempi dell’iter amministrativo della domanda e della successiva erogazione del contributo, nel caso che la richiesta sia stata accolta, dipendono dalla Regione.
Il Servizio Sociale del Comune, sempre attraverso l’Ufficio Case, è inoltre a disposizione dei cittadini stranieri per facilitare la stesura e l’invio all’ASL della richiesta per il sopralluogo finalizzato alla verifica dell’idoneità abitativa. E’ infatti necessario avere tale idoneità da parte dell’ASL per poter richiedere il ricongiungimento con familiari rimasti nel paese d’origine. |
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Posso rivolgermi al Servizio Sociale se non ho abbastanza soldi per far fronte ai miei bisogni fondamentali o a quelli dei miei cari?
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Un cittadino che si trovi in una situazione di difficoltà per la quale non sia in grado di far fronte a bisogni fondamentali con le proprie risorse, può chiedere un contributo economico al Servizio Sociale del Comune. Occorre evidenziare che l’efficacia degli interventi a carattere economico è legata alla compresenza di elementi quali: - l’impegno verificato del soggetto cui l’intervento è rivolto a collaborare al progetto predisposto per il raggiungimento della sua piena autonomia sociale ed economica; - il coordinamento delle risorse disponibili. Gli interventi di assistenza economica (secondo quanto stabilito all’art. 9 del Regolamento Comunale dei Servizi Socio Assistenziali ) sono diretti ai singoli ed ai nuclei familiari che non dispongano di risorse sufficienti a garantire il soddisfacimento dei bisogni fondamentali o si trovino in occasionali situazioni di emergenza. Il beneficio economico viene concesso, quindi, a chi si trova in stato di bisogno. Per avere una piena consapevolezza dello stato di bisogno e valutare l’erogazione del contributo, il Servizio Sociale considera sia la condizione psico-fisica e la più generale condizione di vita del richiedente al momento della domanda, sia la sua situazione economica complessiva e sia, in modo integrato, i seguenti fattori: - presenza nel nucleo familiare di disoccupati, anziani malati o bambini in precarie condizioni; - valutazione delle capacità del richiedente di produrre reddito; - esistenza di persone obbligate per legge agli alimenti (art. 433 Codice Civile). La valutazione della situazione economica, indispensabile per stabilire l’accesso ai contributi economici e la compartecipazione dell’utente alla spesa per l’erogazione dei servizi tariffati, si ottiene considerando la situazione reddituale e patrimoniale, calcolata secondo le modalità previste per il calcolo del reddito ISEE – Indicatore Situazione Economica Equivalente - (vedi art. 6 del Regolamento Comunale dei Servizi Socio Assistenziali).
Per avere informazioni sui contributi, occorre rivolgersi allo sportello del Servizio Sociale e fissare l’appuntamento per un colloquio con l’assistente sociale, nel quale poter spiegare il proprio problema. L’assistente sociale valuta la situazione e, nel caso ritenga necessario, indica quali documenti bisogna presentare per la richiesta e formula una proposta di contribuzione da sottoporre all’Amministrazione Comunale. Per valutare il bisogno, l’assistente sociale può chiedere di incontrare i familiari e di visitare l’abitazione della persona che fa la richiesta. Il tempo massimo che trascorre dalla presentazione della domanda, con documentazione completa, alla risposta scritta e motivata del Servizio è di 30 giorni. In caso di risposta affermativa, l’erogazione del contributo avviene al massimo entro 15 giorni. Il Servizio Sociale garantisce la piena riservatezza di ogni informazione e dato riguardante gli interventi di sostegno economico. |
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Il Servizio Sociale si occupa e aiuta chi ha delle reali necessità di trasporto, e non può fare da sé o contare sull’aiuto di persone vicine.
Il servizio di trasporto ha un costo? |
Tutti i cittadini che debbano spostarsi fuori casa per terapie, visite o esami medici, oppure per frequentare centri specialistici, centri diurni o centri socio-educativi, ed anche per effettuare tirocini lavorativi; che siano nella concreta impossibilità di muoversi con i propri mezzi e/o con i mezzi pubblici; che non possano contare su familiari o altre persone vicine
possono fare domanda al Servizio Sociale del Comune per utilizzare il servizio di trasporto protetto.
Se si ha necessità di esser trasportati, occorre rivolgersi all’impiegato del Servizio Sociale, che indica la documentazione necessaria e spiega come fare la domanda. Il Servizio Sociale quindi valuta la domanda e la documentazione presentata, ed al massimo entro 15 giorni comunica alla persona se la sua richiesta è stata accettata. In caso di risposta positiva, l’attivazione del trasporto è immediata. Per ogni altra comunicazione (ad esempio variazioni dell’orario del trasporto, rinuncia al trasporto) è necessario informare tempestivamente il personale del Servizio Sociale. L’effettuazione del trasporto è comunque vincolata alla concreta disponibilità dei mezzi di trasporto e personale.
Il servizio di trasporto protetto è effettuato con mezzi del Comune da 1 autista e da volontari ed è limitato di norma al territorio del comune di Bernareggio e a quello dei comuni limitrofi. Il Servizio Sociale ha stipulato inoltre una convenzione per i trasporti protetti con le Associazioni Volontari di Bernareggio e di Aicurzio.
Per il trasporto di persone minori di 6 anni di età è sempre richiesto un accompagnatore. Se nessuno dei familiari è in grado di accompagnare il minore, occorre segnalarlo all’assistente sociale che si attiverà per reperire un accompagnatore adulto. Il servizio di trasporto offerto dal Servizio Sociale non è rivolto a persone allettate. Chi si trova in questa condizione, può richiedere il trasporto alle associazioni di pronto soccorso (per lo più associazioni di volontariato) presenti in zona.
E’ prevista da parte dei cittadini una partecipazione al costo del servizio. La tariffa varia a secondo della situazione economica reddituale e patrimoniale complessiva della persona che richiede il trasporto (sulla base del reddito ISEE– Indicatore Situazione Economica Equivalente). Si paga in base alla fascia chilometrica, il costo è definito da apposito Regolamento. Per le persone disabili e per i cittadini minori di età il servizio è gratuito. |
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Come posso ricevere aiuto a domicilio, se non sono in grado di cavarmela da solo nella cura di me stesso o del mio ambiente?
Chi sono le persone che in concreto mi aiuteranno?
In che orari e in che tempi funziona il servizio?
Quanto costa?
Quale aiuto posso ricevere?
la pulizia personale…
la cura della casa…
il pasto…
prendere le medicine…
uscire di casa…
e se occorre fare dei cambiamenti nel programma di assistenza? |
Per tutti quei cittadini che si trovano in una situazione di difficoltà, temporanea o prolungata, nel prendersi cura di sé rispetto ai propri bisogni primari, il Servizio Sociale del Comune offre il servizio di assistenza domiciliare (contraddistinto dalla sigla SAD). Lo scopo a cui mira questo servizio è quello di aiutare la persona a mantenere per quanto è possibile la propria autonomia nella sua abitazione e nel suo ambiente di vita, evitando o ritardando il ricorso alle strutture residenziali. In questo senso il servizio è anche un sostegno alla qualità della vita dei familiari della persona assistita. Il servizio in particolare è rivolto a: - persone parzialmente autosufficienti, sole o prive di adeguata assistenza da parte dei familiari; - persone non autosufficienti se convivono con qualcuno che garantisca la continuità dell’assistenza; - nuclei familiari comprendenti persone diversamente abili, minori o soggetti a rischio di emarginazione che presentino situazioni di disagio sociale; - nuclei familiari in situazione di bisogno temporaneo.
Per accedere al servizio di assistenza domiciliare ed anche per il servizio di fornitura pasto a domicilio (servizio che offre all’utenza la possibilità di consumare un pasto completo al proprio domicilio) è necessario rivolgersi allo sportello del Servizio Sociale e fissare un appuntamento per un colloquio con l’assistente sociale. Nel corso del colloquio, nel quale si può esporre dettagliatamente la propria situazione, l’assistente sociale dà informazioni, aiuta a compilare la domanda, opera una prima valutazione del caso. L’assistente sociale effettua una prima visita a casa della persona che richiede il servizio, per rendersi conto dell’effettiva situazione e verificare il grado di autonomia e la qualità, se esiste, della rete familiare. Se la valutazione del Servizio Sociale è positiva e la domanda di assistenza viene dunque accolta, l’assistente sociale elabora un progetto di intervento e condivide con la persona assistita e con i suoi familiari un contratto, nel quale vengono definiti gli obiettivi, le attività da svolgere, i tempi, gli orari, le modalità dell’assistenza e la quota di contribuzione per la fruizione del servizio. A questo punto effettua una seconda visita domiciliare accompagnata dall’ausiliaria socio-assistenziale che svolgerà concretamente l’intervento che da quel momento viene attivato. Dalla presentazione della richiesta del Servizio di Assistenza Domiciliare all’attivazione dell’intervento possono trascorrere al massimo 15 giorni. Per quanto riguarda il servizio di fornitura pasto a domicilio, dalla presentazione della domanda all’inizio del servizio, trascorre al massimo 1 settimana. I servizi di assistenza domiciliare e fornitura pasti a domicilio vengono erogati compatibilmente alla concreta possibilità di accogliere delle richieste.
L’assistenza domiciliare viene realizzata mediante l’intervento di operatori qualificati (ausiliarie socio-assistenziali), intervento svolto prevalentemente a casa delle persone che ne richiedono l’attivazione. L’ausiliaria socio-assistenziale possiede competenze specifiche di assistenza acquisite attraverso un corso regionale, ed ha perciò una precisa qualifica professionale. Aiuta (e, in casi di totale non autonomia, sostituisce) la persona in difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane necessarie a soddisfare i bisogni primari. L’ausiliaria opera in vista del benessere della persona che assiste. Per far questo, non si occupa solo della situazione materiale di chi è in difficoltà, ma presta ascolto anche alla sua situazione personale; ed inoltre è attenta all’ambiente in cui la persona vive, affinché esso sia per quanto possibile idoneo e curato. Nel corso del suo intervento l’ausiliaria scambia informazioni con i familiari dell’assistito, e se necessario, fornisce consigli ed indicazioni. Il servizio di assistenza domiciliare viene erogato dal lunedì al venerdì dalle ore 8,30 alle ore 13,00 e dalle ore 14,00 alle 16,00; il sabato dalle ore 8,30 alle ore 12,00.
Il costo del servizio è stabilito in base alla situazione economica complessiva della persona/famiglia che ne fa richiesta (reddito ISEE), ed è calcolato sulla somma delle prestazioni effettuate, che si intendono della durata di 50 minuti circa.
Il costo del servizio SAD e della fornitura pasto a domicilio è determinato da apposito Regolamento.
Le ausiliarie socio-assistenziali del SAD aiutano i cittadini in condizione di difficoltà in vari aspetti della loro vita quotidiana: l’igiene personale, la cura degli ambienti in cui vivono, il pasto, la supervisione per l’assunzione di farmaci, le commissioni, il sostegno relazionale……
A seconda del bisogno e degli accordi, la persona può essere aiutata nell’igiene personale: a fare il bagno periodicamente se non può farlo da sola, o a lavarsi quotidianamente se per esempio è costretta a letto, e così via. In caso di persone incontinenti, il servizio di assistenza domiciliare assicura i cambi e la relativa igiene. L’assistente domiciliare può inoltre aiutare la persona a vestirsi, e, nel caso di persone che non possono contare sull’aiuto di familiari, si occupa anche di tenere sotto controllo le condizioni e la pulizia del vestiario dell’assistito. Questi interventi sono svolti nell’attenzione e nel rispetto della persona, dei suoi tempi, delle sue capacità. Le assistenti lavorano indossando guanti e camice monouso, ed al bisogno anche soprascarpe e mascherina.
L’assistente domiciliare non è una “operatrice delle pulizie domestiche”; tuttavia sostiene la persona nei suoi bisogni, e dunque la affianca, se necessario, nelle normali faccende domestiche. Per favorire il benessere dell’assistito, l’assistente domiciliare si preoccupa di avere uno ‘sguardo d’insieme’ sulle sue condizioni di vita: pulizia, sicurezza, decoro, segnalazioni del bisogno di manutenzione o di riparazioni nella casa.
Tra i compiti dell’assistente domiciliare può esserci anche quello di aiutare la persona a preparare da mangiare e a riassettare la cucina dopo il pranzo. Se è necessario, la persona assistita viene aiutata nel momento del pranzo ed imboccata. Se il servizio viene richiesto, il pasto può anche essere consegnato già pronto a domicilio. Persone incaricate dal Servizio Sociale trasportano, dalla mensa delle scuole di Bernareggio, pasti preparati confezionati in contenitori termici chiusi. In una fascia oraria stabilita, il pasto viene consegnato a casa della persona.
L’assistente domiciliare non è in grado e non ha neppure la qualifica professionale idonea per gestire le terapie di farmaci. Può però aiutare a ricordare a chi ha difficoltà i tempi e le modalità con cui deve assumere i farmaci prescritti dal medico.
L’assistente domiciliare, se il progetto di intervento lo prevede, durante il pomeriggio può offrire momenti di scambio relazionale: può cioè dedicarsi a tenere compagnia alla persona assistita, chiacchierare con lei, uscire per una passeggiata ecc… L’assistente domiciliare può accompagnare l’assistito in farmacia, in posta o in altri uffici e sportelli pubblici per svolgere le necessarie commissioni, ed affiancarlo nel fare le proprie compere. In casi particolari l’ausiliaria può, in collaborazione con gli obiettori di coscienza del Servizio Sociale, fare la spesa per conto della persona.
In ogni momento è possibile ridiscutere, per validi motivi, il contratto di assistenza assieme all’ assistente sociale con cui lo si è concordato all’inizio. Il Servizio Sociale garantisce la continuità dell’assistenza sostituendo tempestivamente con una nuova collega l’ausiliaria socio-assistenziale che dovesse essere impossibilitata, temporaneamente o per un tempo prolungato, a proseguire nel suo compito assistenziale. |
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Esiste un modo per poter avvisare velocemente e ricevere aiuto, se sono in difficoltà a casa mia?
Come si fa ad avere la teleassitenza e l’impianto di chiamata a casa propria?
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Il servizio di teleassitenza è una forma di assistenza a domicilio, realizzata attraverso un apparecchio (una specie di modem) che viene collegato al telefono di casa della persona assistita. Alla persona viene inoltre consegnato un telecomando: premendo il pulsante del telecomando, l’apparecchio è in grado di chiamare automaticamente la centrale del servizio di teleassistenza, dove sono presenti giorno e notte operatori volontari. In caso la persona assistita segnali situazioni di malore o di emergenza, i volontari possono avvertire dei soccorritori indicati dall’assistito, oppure, se è necessario, inviare un’ambulanza, avvertire la guardia medica o il medico di base. Il servizio è rivolto a tutti i cittadini ed è mirato in particolare a persone sole, ed inoltre a persone che per la loro specifica condizione (ad esempio anziani o disabili) possono trovarsi dentro la loro casa in situazione di difficoltà o di emergenza.
Il Servizio Sociale del Comune, per assicurare la teleassitenza ai suoi cittadini, ha stretto una convenzione con AVPS di Vimercate (Associazione Volontari di Pronto Soccorso, con sede in via Cadorna n. 28, tel 039.6612112) che gestisce operativamente il servizio.
Per avere informazioni dettagliate e per fare domanda di teleassistenza, occorre rivolgersi, tramite appuntamento, all’assistente sociale del Servizio Sociale. Nella domanda occorre indicare almeno due soccorritori in grado di intervenire se la persona assistita ha bisogno, e vi è inoltre una parte che deve essere compilato dal medico curante. La risposta alla domanda di teleassistenza è immediata, all’atto della consegna. In seguito alla domanda, l’assistente sociale si reca a casa della persona che ha fatto richiesta per un sopralluogo.
I tempi dell’attivazione dell’apparecchio telefonico installato in casa e del telecomando non dipendono dal Servizio Sociale, ma dall’organizzazione di AVPS.
La teleassistenza può essere richiesta in via continuativa o anche per un periodo (ad esempio durante il periodo estivo).
Il servizio di teleassitenza attualmente e fino nuove disposizioni è gratuito per chi ne usufruisce; comporta solo i costi dovuti alle chiamate telefoniche. |
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Cosa posso fare io, per migliorare la qualità sociale della comunità? Come mettersi a disposizione di chi ha bisogno?
A chi può rivolgersi una famiglia che sta pensando di prendere in affido un minore oppure di adottare un bambino?
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Una comunità locale fa fronte ai bisogni ed alle richieste di aiuto dei propri cittadini non solo attraverso i Servizi Sociali del Comune, ma anche attraverso l’impegno e la solidarietà di molti altri soggetti, associazioni o singole persone.
Ecco di seguito, per chi desidera impegnarsi e offrire parte del proprio tempo in una attività di volontariato, un elenco di organizzazioni da poter eventualmente contattare:
- Associazione Volontari Bernareggio- Centro Ascolto - Cooperativa Millemani - Gruppo Anziani Bernareggio Una diversa forma di solidarietà è poi quella di dare la propria disponibilità ad accogliere per un po’ di tempo bambini di famiglie temporaneamente in difficoltà. Può trattarsi di qualche ora al giorno o di qualche week-end, altre volte la richiesta è per periodi più lunghi, a seconda dei progetti concordati con il servizio affidi. Chi è interessato può avere informazioni presso il Progetto Mogwli, coordinato dall’azienda sovracomunale Offerta Sociale, con sede a Arcore in via Papina 6. La famiglia che decide di prendere in affido un minore viene seguita e sostenuta con continuità dagli operatori del Progetto Mogwli, ed inoltre il Comune di residenza del bambino o adolescente dà alla famiglia stessa un contributo economico per integrare le spese di mantenimento. Se invece si sta prendendo in considerazione l’idea di adottare un bambino, ci si può rivolgere al Servizio Sociale per avere le prime informazioni. Il servizio specialistico che cura e segue il vero e proprio percorso per l’adozione è invece il Consultorio Familiare della ASL, che ha sede a Vimercate, presso la frazione Ruginello in via Diaz 42. |
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E’ possibile prenotare esami e sbrigare pratiche sanitarie senza dover recarsi ogni volta agli uffici dell’ASL?
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Presso la sede del CDA, in Via Dante
lunedì dalle ore 10.00 alle ore 12.00 martedì dalle ore 10.00 alle ore 12.00 mercoledì dalle ore 10.00 alle ore 12.00 giovedì dalle ore 16.30 alle ore 18.30 venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00
il numero di telefono dello sportello è 039.6093026.
Attraverso lo sportello è possibile prenotare i prelievi per gli esami del sangue e delle urine; è inoltre possibile ritirare il referto medico. I prelievi vengono effettuati da un’infermiere dell’ASL, nei giorni di lunedì e venerdì dalle ore 7.30 alle ore 8.30. Il servizio prenotazione è gratuito. Solitamente, al massimo entro7 giorni dalla domanda si effettua l’esame.
Allo sportello ci si può inoltre rivolgere per:
Cambio del medico di base; Duplicato del tesserino sanitario, in caso di smarrimento; Modelli E111 per la copertura sanitaria all’estero; Piani terapeutici per diabetici: l’impiegata dello sportello raccoglie dal cittadino le prescrizioni e le ricette del medico di base e del medico specialista, li trasmette all’ufficio ASL di Vimercate, le forniture mediche potranno essere ritirate direttamente in farmacia; Piani terapeutici per celiaci; Piani terapeutici per forniture mediche e materiale sanitario vario (quale ad esempio cateteri, sacche ecc..) da ritirare in farmacia; Pratiche per esenzione ticket (per patologia, per invalidità e per limiti di reddito); Attribuzione temporanea del medico per i cittadini che risiedono solo temporaneamente sul territorio del comune; Ritiro dell’esito di alcuni esami (quali ad esempio pap-test ) effettuati presso l’Azienda Ospedaliera a Vimercate.
Presso la sede del CDA di Via Dante 3 è inoltre disponibile inoltre il Centro Unico di Prenotazione (CUP). Il CUP offre la possibilità di prenotare ed effettuare in anticipo il pagamento per i seguenti esami medici:
Screening allergologico: o
Test – patch test o
Test – per inalanti o
Test – prick test o Test percutanei a lettura immediata Visite allergologiche Visite anestesiologica ECG ECG dinamico Elettrocardiogramma Holter Visita cardiologica Visita cardiologica + ECG Visita chirurgica Visita chirurgia toracica Visita chirurgia vascolare Visita senologica Visita neurologia UVA Visita neurologica Visita oculistica Polisonnografia Visita pneumologica.
Per tutti gli altri esami non compresi nell’elenco, dopo averli prenotati telefonicamente al centralino del CUP di Vimercate, è possibile presentarsi allo Sportello ASL di Via Dante 3 per effettuare il pagamento del ticket ed avere in cambio la stampa della fattura e della prenotazione necessaria il giorno dell’esame. Tutto ciò al fine di evitare code agli sportelli e viaggi supplementari a Vimercate. |
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Quali sono gli obiettivi del progetto ?
A chi si rivolge?
Per famiglie con almeno tre figli minorenni esiste l’assegno per nucleo familiare
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Dal primo Settembre entrerà in funzione lo "sportello immigrati", un progetto curato e realizzatoin collaborazione con "Offerta Sociale" che tra i vari progetti offerti al territorioè fautore del Progetto Stars. Tale progetto si pone come obiettivo generale la realizzazione di azioni che favoriscono e sostengono l'integrazione culturale e sociale delle persone immigrate. Fornire un servizio di orientamento e sostegno ai cittadini immigrati mediante l'apertura di uno Sportello informativo e creare un collegamento con il Centro Ascolto presente nel paese Favorire la relazione interculturale tra i cittadini autoctoni e cittadini immigrati, attraverso la divulgazione di materiale multiculturale. - cittadini immigrati -scuole - Agenzie educative - servizi Socio sanitari - Parrocchie -Associazioni Lo Sportello è stuato presso il Comune di Bernareggio con il seguente orario: GIOVEDI' dalle ore 17,30 alle ore 19,00 SABATO dalle ore 10,00 alle ore 12,30 il numero di telefono è 039 6884200 Attività principale degli sportelli sono: - Consulenzae appuntamenti presso - Informazioni e accompagnamento per il disbrigo delle pratiche burocratiche e per quello che concerne permessi di soggiorno, rinnovi, ricongiungimenti familiari, decreto flussi, riconoscimento della cittadinanza, carta di soggiorno - Orientamento e promozione dell'accesso ai servizi pubblici e privati del territorio (abitazione, lavoro, formazione, accesso al sistema sanitario) - Collegamento di informazione con gli altri sportelli in particolare con Arcore, il quale fornisce informazioni rispetto ai corsi di formazione, equipollenze dei titoli di studio e orientamento scolastico. |
Scheda 10
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Posso ottenere aiuti economici per affrontare la nascita di un bambino, oppure per crescere i miei figli, se non ho abbastanza mezzi?
Per famiglie con almeno tre figli minorenni esiste l’assegno per nucleo familiare….
…le donne appena diventate madri possono richiedere l’assegno di maternità….
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Gli interventi di assistenza economica ( secondo quanto stabilito all’art. 9 del Regolamento Comunale dei Servizi Socio Assistenziali ) sono diretti ai singoli ed ai nuclei familiari che non dispongono di risorse sufficienti a garantire il soddisfacimento dei bisogni fondamentali o si trovano in occasionali situazioni di emergenza. Il beneficio economico viene concesso, quindi, a chi si trova in stato di bisogno. Occorre evidenziare che l’efficacia degli interventi a carattere economico è legata alla compresenza di elementi quali: - l’impegno verificato del soggetto cui l’intervento è rivolto a collaborare al progetto predisposto per il raggiungimento della sua piena autonomia sociale ed economica; - il coordinamento delle risorse disponibili.
Per avere una piena consapevolezza dello stato di bisogno e valutare l’erogazione del contributo, il Servizio Sociale considera sia la più generale condizione di vita del richiedente al momento della domanda, sia la sua situazione economica complessiva (reddituale e patrimoniale calcolata in base al reddito ISEE – indicatore Situazione Economica Equivalente). Per informazioni dettagliate sulle modalità di richiesta dei sussidi economici, vedi la scheda n. 3.
Esiste la possibilità di ottenere, per i cittadini italiani o della Comunità Europea, un contributo economico a favore del nucleo familiare (assegno per nucleo familiare) se: • nella famiglia sono presenti almeno 3 figli minorenni; • se la famiglia si trova in una modesta situazione economica. Si tratta di un contributo erogato direttamente dallo Stato; il Servizio Sociale si occupa tuttavia, attraverso il proprio sportello, di fornire informazioni in merito, di valutare se la condizione economica della famiglia è compatibile con l’ottenimento del contributo, di aiutare nella compilazione della domanda, quindi di raccoglierla e di trasmetterla all’INPS, che eroga direttamente il contributo.
Le donne italiane, le donne cittadine di stati comunitari e le donne di stati extra comunitari in possesso di carta di soggiorno possono inoltre richiedere un contributo per un figlio neonato (assegno di maternità), facendo domanda al Servizio Sociale. La domanda per l'assegno di maternità si presenta entro 6 mesi dalla data del parto. Anche in questo caso, si tratta di un contributo erogato direttamente dallo Stato attraverso l’INPS. Il Servizio Sociale si occupa tuttavia di fornire informazioni, di distribuire e poi raccogliere i moduli per la richiesta del contributo.
I genitori che abbiano figli minori iscritti a scuola, e che si trovino in una modesta situazione economica, possono ottenere agevolazioni sulle tariffe della mensa e dei trasporti. A tal fine necessita presentare apposita dichiarazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) in base alla quale si determina la percentuale di sconto spettante. Per avere tutte le informazioni necessarie, occorre rivolgersi allo sportello dell’Ufficio Scuola del Comune, in via Prinetti 29. |
Scheda 11
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Esistono occasioni e spazi in cui i giovani possano trovare ascolto, possibilità di incontro e sostegno qualificato alle loro iniziative e proposte? |
Il Servizio Sociale del Comune, in collaborazione con Offerta Sociale, mette a disposizione dei giovani dai 12 ai 21 anni il Centro di Aggregazione Giovanile, che è uno spazio fisico nel quale, con la presenza ed il sostegno di educatori qualificati, i ragazzi e le ragazze nel tempo libero possano incontrarsi, svolgere diverse attività culturali (cineforum, musica, corsi) e di gioco, organizzare iniziative, gite, tornei sportivi, laboratori, feste e concerti. Il Centro di Aggregazione Giovanile è uno spazio educativo e di crescita in cui i giovani possono trovare uno spazio di ascolto, di sperimentazione della propria autonomia, in cui possono entrare in contatto e vivere relazioni significative.
Il Centro di Aggregazione Giovanile di Bernareggio si trova in via Dante 1; il numero di telefono è 039/6884273.
E’ aperto ai ragazzi nei seguenti giorni ed orari: lunedì dalle ore 15,30 alle ore 19,00 mercoledì dalle ore 15,30 alle ore 19,00 dalle ore 20,30 alle ore 23,30 venerdì dalle ore 15,30 alle ore 19,00
Per accedere al Centro e partecipare alle attività ed ai momenti di aggregazione, basta presentarsi negli orari di apertura agli educatori. |
Scheda 12
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Nel periodo estivo, quando la scuola è terminata, il Centro Estivo è un’occasione per bambini e ragazzi per passare le giornate in maniera creativa e divertente.
In quali orari e periodi è aperta la frequenza al Centro Estivo?
Quanto costa?
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Il Servizio Sociale del Comune promuove ogni anno i Centri Ricreativi Estivi, a cui possono partecipare i bambini e i ragazzi dai 3 agli 11 anni. Il Centro Estivo, promosso dal Comune e gestito in concreto da una cooperativa sociale sulla base di un contratto, soddisfa i bisogni dei genitori che lavorano e che non sanno dove lasciare i loro figli durante la giornata nel periodo di chiusura della scuola. Si rivolge ai bambini ed ai ragazzi come un’occasione di incontro, di gioco e di divertimento durante i mesi estivi. Il Centro Estivo non è uno spazio didattico o di insegnamento, quanto un momento animativo, nel quale, attraverso attività di gioco e di svago, viene stimolato nei ragazzi il pensiero creativo, l’attitudine alla socializzazione e la capacità di essere autonomi. I Centri Estivi sono organizzati e tenuti da team di animatori qualificati e con esperienza specifica, coordinati da un responsabile. Il numero degli animatori è proporzionale al numero dei bambini e ragazzi che partecipano al Centro Estivo. Solitamente vengono organizzati due diversi spazi, uno dedicato ai bambini dai 3 ai 5 anni, l’altro per i ragazzi dai 6 agli 11 anni, con attività e programmi adatti alle differenti fasce di età.
I Centri Estivi hanno sede ogni anno presso le strutture scolastiche (scuola materna e scuola elementare) del comune di Bernareggio, e coprono normalmente il periodo tra la metà di giugno fino alla fine di luglio, con una ripresa che comprende l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre. L’orario giornaliero del Centro Estivo va dalle ore 9.00 alle ore 16.30; i genitori dei ragazzi iscritti possono tuttavia richiedere la frequenza al pre-CRE (dalle ore 7.30 alle 9.00) ed al post-CRE (dalle ore 16.30 alle 18.00).
La retta di frequenza viene annualmente determinata. e comunicata alla famiglia attraverso volantini distribuiti tramite la scuola. E’ possibile iscriversi ad una o più settimane. La retta è comprensiva di tutti i servizi e costi, quali la mensa, la merenda, la gita settimanale, l’uscita settimanale in piscina, i trasporti. Il CRE è aperto anche ai ragazzi non residenti a Bernareggio. Per loro è prevista una retta superiore; ai non residenti di cui almeno uno dei genitori svolga attività lavorativa a Bernareggio, verranno tuttavia applicate le stesse tariffe dei residenti.
Per ulteriori informazioni sul Centro Estivo e per potersi iscrivere, occorre contattare l’Ufficio Servizi Sociali al n. 039/62762214. |
Scheda 13
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Che possibilità ci sono nel territorio del comune di inserire i bambini all’asilo nido? |
L’Asilo nido è un servizio che accoglie durante il giorno bambini tra i dodici e i trentasei mesi di età. Mira al pieno sviluppo psicofisico dei bambini, nel rispetto delle loro caratteristiche e delle loro differenze personali, dei loro bisogni, del loro contesto. Vuole inoltre sostenere le famiglie nel loro compito educativo, facilitando in particolare i genitori che lavorano.
A Bernareggio non vi è un asilo nido comunale. Il Comune ha però stipulato una convenzione con un nido privato, l’Asilo Nido Bonacina, che ha sede a Bernareggio in via Obizzone 35.
La convenzione con il Nido Bonacina prevede posti riservati a favore di famiglie residenti a Bernareggio. Il Comune eroga dei contributi alle famiglie a sostegno della retta di frequenza, determinati sulla base della dichiarazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) presentata dal nucleo familiare interessato.
Per ogni informazione riguardo agli asili nido esistenti ed alla possibilità di accedere ai posti riservati nel Nido Bonacina, occorre rivolgersi allo sportello del Servizio Sociale negli orari di apertura al pubblico. E' inoltre possibile telefonare direttamente all'Asilo Bonacina tel. 039-6884090 |
Scheda 14
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Come si può essere aiutati a far sì che gli anni della scuola siano proficui e sereni per i ragazzi, le famiglie, gli insegnanti?
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Il Servizio Sociale del Comune mette a disposizione delle scuole di Bernareggio una psicopedagogista del proprio organico, che è un’operatrice qualificata in grado di offrire alle scuole dell’obbligo, dalla materna alla scuola media, diversi progetti ed interventi che integrano le attività educative. La psicopedagogista opera per sostenere ed attivare le risorse e le capacità presenti nella scuola per favorire il benessere di chi è coinvolto nella vita scolastica. Collabora con i dirigenti scolastici e si rivolge direttamente agli insegnanti, agli alunni, agli studenti ed alle loro famiglie. Nei suoi interventi la psicopedagogista tiene inoltre contatti con servizi sociali e specialistici del territorio.
Tra i compiti principali della psicopedagogista all’interno delle scuole vi è: - l’aiuto agli insegnanti ed ai consigli di classe rispetto alla capacità di cogliere eventuali situazioni di disagio fra gli alunni; - gestire, assieme agli insegnanti, ai genitori ed ai ragazzi stessi le situazioni di difficoltà rilevate; - collaborare con i servizi sociali territoriali rispetto ai casi più complessi; - offrire momenti di formazione ai docenti; - offrire, attraverso dei colloqui, orientamento ai ragazzi che ne dovessero mostrare bisogno; - prevedere momenti di sostegno e di accompagnamento rivolti ai genitori di alunni e studenti.
L’attività della psicopedagogista si svolge in gran parte all’interno delle scuole del comune. E’ inoltre presente presso il Servizio Sociale con uno sportello di consulenza psicopedagogica rivolta ai genitori. Riceve su appuntamento da concordare al seguente n. di telefono del Comune: 03962762213/4. Gli interventi del servizio psicopedagogico nelle scuole sono totalmente gratuiti per gli studenti e le loro famiglie. |
Scheda 15
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È possibile aiutare ragazzi usciti dalla scuola ad entrare in rapporto con il mondo del lavoro? |
Offerta Sociale gestisce il Progetto Percorsi di Crescita (ex Joke), rivolto a ragazzi inferiori ai diciotto anni usciti precocemente dalla scuola, per favorirne la formazione professionale e l’inserimento lavorativo. Il progetto prevede esperienze di tirocinio presso aziende. Tali esperienze non contemplano, almeno inizialmente, l’assunzione dei giovani da parte dei datori di lavoro. I ragazzi coinvolti ricevono, a fronte del loro impegno nella attività lavorativa, una “borsa lavoro”, che è un contributo economico erogato con fondi del Progetto. Gli operatori del Progetto Percorsi di Crescita mettono inoltre a disposizione dei giovani dei corsi di formazione (che riguardano ad es. l’uso del computer) orientati all’inserimento al lavoro.
Il Servizio Sociale comunale, fornisce tutte le informazioni riguardanti le possibilità di inserimento al lavoro di minori, riceve i ragazzi interessati, ne valuta i bisogni, li invia agli operatori del Progetto Percorsi di Crescita. Con questi ultimi, le assistenti sociali comunali tengono poi continui contatti, per seguire i ragazzi nella loro esperienza lavorativa e di formazione.
Il progetto Percorsi di Crescita ha sede a Vimercate in Largo Pontida 18 - tel. 039/6612742. Se il minore inserito al lavoro necessita del trasporto presso l’azienda che ospita il tirocinio, il Servizio Sociale dopo un’attenta valutazione della situazione può considerare l’opportunità di attivare il trasporto. Riguardo alla possibilità di trasporto protetto, vedi scheda n. 4. |
Scheda 16
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E’ possibile ottenere aiuto e sostegno a favore di bambini ed adolescenti che si trovino in una situazione di disagio e difficoltà?
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L’assistenza domiciliare minori si configura come un complesso di prestazioni educative con finalità promozionali e preventive che mira a promuovere, sostenere ed integrare le competenze del minore e dei propri genitori e ad attivare in essi capacità e potenzialità temporaneamente inutilizzate. Nell’attuare gli interventi di ADM, il Servizio Sociale tiene conto del contesto familiare in cui il minore è inserito. L’assistenza minori è finalizzata a: - fornire aiuto e supporto educativo alla persona minorenne ed alle figure significative; - offrire allo stesso tempo sostegno e possibilità di positiva evoluzione al contesto di relazioni che sta intorno al minore, con particolare riguardo per sua situazione familiare. L’intervento educativo rivolto a minori consiste in concreto nell’affiancare al bambino o all’adolescente un educatore professionale in giorni ed ore stabiliti. L’educatore va a casa del minore e svolge con lui varie attività, sia all’interno dell’abitazione che al di fuori. Le attività consistono solitamente in momenti di gioco, di svago (attività sportive, gite, cinema), nell’aiutare la persona minorenne nello studio e nei compiti a casa, nell’accompagnarlo alla scoperta e all’utilizzo di luoghi ed occasioni dal territorio dove è possibile socializzare con coetanei o altre persone e trascorrere costruttivamente il tempo libero. Attraverso queste attività, si vogliono favorire cambiamenti evolutivi e situazioni di crescita. In particolare gli interventi di assistenza minori mirano a: - garantire un supporto educativo individualizzato al minore in stato di disagio attraverso la creazione di una relazione significativa con un adulto responsabile, la valorizzazione e il sostegno delle attitudini e degli impegni del minore, l’accompagnamento del minore nel proprio percorso di autonomia sociale e scolastica, il favorire l’individuazione di reti relazionali e lo sviluppo della socializzazione all’interno del contesto di vita abituale; - Fornire un sostegno allo sviluppo di adeguate capacità educative e relazionali da parte della famiglia del minore, attraverso la costruzione con il minore di una corretta relazione con i propri genitori, il supporto degli adulti verso un adeguato ruolo genitoriale, il soccorso ai genitori nello svolgimento delle quotidiane funzioni educative e di accadimento; - Effettuare una osservazione ed una verifica della situazione familiare in vista di un progetto di intervento funzionale alle effettive esigenze del minore e del nucleo. Gli interventi educativi per minori dipendono, dal punto di vista operativo, dall’Equipe Tutela Minori del Servizio Sociale (vedi scheda 17). Nel momento in cui il Servizio viene a conoscenza di una situazione di difficoltà, l’Equipe Tutela Minori può decidere, coinvolgendo la famiglia del bambino o dell’adolescente, di attivare un intervento educativo. Il Servizio Sociale del Comune fornisce il Servizio ADM, attraverso l’azienda speciale Offerta Sociale. Offerta Sociale ha incaricato una cooperativa di reperire gli educatori professionali qualificati e di coordinarli nel loro lavoro educativo. Dopo aver definito insieme alla Cooperativa e all’educatore il progetto di intervento, l’Equipe Minori presenta l’operatore alla famiglia ed al minore stesso; quindi propone alla famiglia un vero e proprio “contratto educativo”, che chiarisce e chiede la condivisione riguardo ai tempi, agli obiettivi, alle verifiche intermedie, agli impegni reciproci e al ruolo dell’educatore nell’intervento che verrà attivato. Stabilito l’accordo e sottoscritto il contratto, l’educatore inizia il suo intervento. A scadenze prefissate, il Servizio Sociale e l’educatore si incontrano con la famiglia del minore per verificare l’andamento del progetto educativo. Gli interventi di tutela minori non comportano alcun costo per l’utente. |
Scheda 17
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Come si può tutelare la crescita di un bambino o di un ragazzo, di una bambina o di una ragazza, se vivono in condizioni problematiche? |
In tutte le situazioni in cui un minorenne (bambino o adolescente) vive una situazione di grave disagio sociale, tale da mettere in serio pericolo il suo normale percorso di crescita, interviene l’Equipe Tutela Minori del Servizio Sociale. L’Equipe Tutela Minori è formata da un’assistente sociale, da uno psicologo e da una psicopedagogista; il suo compito è quello di offrire un intervento specializzato di tutela, vale a dire un’azione per garantire in tempi brevi condizioni di sicurezza o di maggior benessere per il minore, e inoltre, laddove è possibile, per favorire la trasformazione e il cambiamento di quella situazione che sta all’origine del disagio e del malessere della persona minorenne. Nei suoi interventi l’Equipe Tutela Minori è prima di tutto attenta al bambino o all’adolescente. Opera tuttavia fin dove è possibile anche per sostenere ed aiutare il suo nucleo familiare, così che la situazione di disagio trovi nel tempo una risoluzione ed il minore possa continuare a vivere eliminando le condizione di rischio, nella sua famiglia. L’Equipe Tutela Minori viene a conoscenza della condizione di grave difficoltà del minorenne quando riceve una segnalazione da diversi possibili interlocutori: dalla scuola (spesso tramite la psicopedagogista), dal medico di base o da altri servizi sanitari, come ad esempio l’ospedale, dai servizi soci-sanitari del territorio, dalla autorità giudiziaria, da gruppi di volontariato o centri di ascolto, dalla famiglia stessa. Quando l’Equipe riceve una segnalazione, per prima cosa approfondisce la conoscenza della situazione attraverso colloqui e contatti ulteriori con chi ha segnalato il disagio, ma soprattutto con la famiglia stessa del minorenne, che viene invitata al Servizio Sociale ad esprimersi sulla situazione di possibile malessere. Anche attraverso visite domiciliari, l’Equipe Tutela Minori mira immediatamente a costruire, quando ciò risulta possibile, una relazione di fiducia con i familiari del minore. Sulla base di questa conoscenza e di questa relazione le operatrici dell’Equipe Tutela Minori valutano l’opportunità di un intervento. Se si decide che è necessario intervenire, l’Equipe predispone un progetto, nel quale individua che cosa fare e con quali risorse per affrontare e produrre un cambiamento nella situazione di malessere. Il progetto può prevedere, per fare un esempio, colloqui periodici di sostegno educativo e psicologico, l’assistenza educativa a domicilio, l’affido familiare. La famiglia del minore viene informata e coinvolta nel progetto di intervento. Ciò a cui punta il Servizio Sociale è infatti un intervento realizzato in piena condivisione con i familiari del minore. Nel caso in cui l’assistente sociale e lo psicologo valutino che è necessario intervenire urgentemente, oppure in ogni caso in cui non vi è collaborazione al progetto di intervento da parte dei familiare del minore, l’Equipe Tutela Minori deve segnalare la situazione alla autorità giudiziaria (Tribunale dei Minori), che interverrà con un proprio decreto. Il Servizio Sociale a quel punto metterà in atto ciò che prevede il decreto del magistrato, per tutelare il minore. Accade anche che l’autorità giudiziaria contatti direttamente l’Equipe Tutela Minori e dia indicazioni di intervenire rispetto, ad esempio, a situazioni di maltrattamento, abuso, grave trascuratezza, abbandono, separazione conflittuale dei genitori, affido. Il magistrato può chiedere al Servizio Sociale un’indagine psico-sociale, o una valutazione delle capacità genitoriali; può inoltre dare mandato al Servizio Sociale per azioni quali l’allontanamento del minore dal nucleo familiare, la regolamentazione delle visite dei genitori, oppure interventi indirizzati al sostegno educativo o terapeutico del minore e dei suoi genitori. Se la situazione su cui occorre intervenire riguarda reati minorili, chi se ne occupa non è direttamente il Servizio Sociale, ma operatori sociali dipendenti dall’azienda sovracomunale Offerta Sociale. Gli interventi di tutela minori non comportano nessun costo per chi ne usufruisce. |
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Attraverso il Servizio Sociale, la persona anziana può ricevere aiuto economico per i suoi bisogni fondamentali. |
Gli interventi di assistenza economica (secondo quanto stabilito all’art. 9 del Regolamento Comunale dei Servizi Socio Assistenziali ) sono diretti ai singoli ed ai nuclei familiari che non dispongano di risorse sufficienti a garantire il soddisfacimento dei bisogni fondamentali o si trovino in occasionali situazioni di emergenza. Il beneficio economico viene concesso, quindi, a chi si trova in stato di bisogno. Occorre evidenziare che l’efficacia degli interventi a carattere economico è legata alla compresenza di elementi quali: - l’impegno verificato del soggetto cui l’intervento è rivolto a collaborare al progetto predisposto per il raggiungimento della sua piena autonomia sociale ed economica; - il coordinamento delle risorse disponibili.
Per avere una piena consapevolezza dello stato di bisogno e valutare l’erogazione del contributo, il Servizio Sociale considera sia la più generale condizione di vita del richiedente al momento della domanda, sia la sua situazione economica complessiva (reddituale e patrimoniale calcolata in base al reddito ISEE – indicatore socio Economico Equivalente).
I modi e i tempi per chiedere ed ottenere il contributo sono illustrati nella scheda n. 3.
Per alcune situazioni particolari è' prevista la possibilità di un “sostegno economico sostitutivo al ricovero”: si tratta di un sussidio riconosciuto a persone anziane e inabili non autosufficienti totali o parziali che necessitano di prestazioni assistenziali private onerose per poter continuare a vivere nel proprio ambiente familiare. Il contributo è finalizzato (secondo quanto stabilito dall’art. 47 del Regolamento Comunale dei Servizi Socio Assistenziali) a coprire totalmente o parzialmente le spese sostenute per prestazioni domiciliari di cura svolte da privati e ritenute indispensabili per le necessità della persona assistita, non fruibili mediante l’intervento dei familiari e dei servizi di assistenza domiciliare pubblici, per complessità, durata o frequenza degli interventi. Queste prestazioni devono rientrare in un progetto elaborato dal Servizio Sociale.
Per richiedere questo sussidio, occorre fissare un appuntamento con l’assistente sociale ed esporre il proprio problema. Nel corso del colloquio l’assistente sociale valuta il bisogno e tiene conto: - della condizione economica (reddito ISEE) della persona che necessita di assistenza; - della condizione economica dei familiari obbligati agli alimenti (art. 433 del Codice Civile) per la determinazione della quota di spesa a loro carico nei confronti dell’assistito; - delle spese di mantenimento dell’assistito e dell’abitazione (affitto e utenze) e delle spese relative alle prestazioni di cura fornite da privati. Il Servizio Sociale, in base alle informazioni acquisite, può valutare l’opportunità di erogare un contributo che non potrà essere superiore alla somma corrispondente al triplo del minimo vitale (art. 48 del suddetto Regolamento Comunale). Dal momento della domanda di contributo alla risposta trascorrono al massimo 30 giorni. Dalla risposta positiva alla effettiva erogazione del contributo passano al massimo altri 15 giorni. Il contributo è erogato con continuità (non una tantum) e dura finché esiste lo stato di bisogno.
In particolari casi di anziani in grave difficoltà economica, il Servizio Sociale può offrire un particolare tipo di sostegno economico sotto forma di “assistenza farmaceutica” indigenti sulla base di una valutazione dell’Assistente Sociale. Nel caso l’Assistente Sociale ne ravveda la necessità, il Comune, attraverso un accordo con la farmacia, rende gratuiti per queste persone alcuni medicinali che non rientrano nelle categorie di esenzione del pagamento. L’anziano acquista i medicinali e la farmacia fattura direttamente al Comune. Tale intervento viene garantito per un periodo di tempo limitato ed è attivabile mediante un colloquio con l’assistente sociale. |
Scheda 19
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Come faccio a spostarmi fuori casa se ho bisogno di essere accompagnato?
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Come qualunque altro cittadino in difficoltà, anche l’anziano che ha necessità di spostarsi fuori casa – per esempio per affrontare delle terapie, oppure delle visite mediche specialistiche, o per frequentare strutture e centri diurni – e non può farlo autonomamente, può rivolgersi allo sportello del Servizio Sociale del Comune per una domanda di trasporto, che verrà sottoposto alla valutazione dell’Assistente Sociale.
I modi e i tempi per presentare la richiesta ed ottenere il servizio sono illustrati nella scheda n. 4. |
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Che possibilità ho di avere momenti di svago e periodi di vacanza insieme ad altri ed in modo sicuro, se non ho più le energie per organizzarmi da me?
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Il GAB (Gruppo Anziani Bernareggio) è un’associazione di volontariato, che organizza con continuità attività di animazione e svago a favore delle persone anziane pienamente autosufficienti. Tra le attività proposte ed autogestite vi sono tornei di carte, momenti di gioco alla tombola, serate danzanti. Il GAB organizza inoltre vacanze e soggiorni climatici, a cui le persone anziane di Bernareggio possono iscriversi. Il GAB è un’associazione pienamente autonoma; tuttavia il Servizio Sociale del Comune sostiene l’organizzazione mettendo a disposizione spazio operativo (in via Dante n. 5) ed offrendo contributi economici a sostegno delle attività. Il Gruppo Anziani si riunisce presso la sede di via Dante il martedì, il giovedì e la domenica dalle 14.30 alle 18.00. Chi fosse interessato alle attività, può recarsi direttamente alla sede nei giorni ed orari appena indicati, oppure telefonare al seguente numero di telefono della sede: 039.6093958. |
Scheda 21
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Il Servizio Sociale del Comune mette a disposizione diverse possibilità per aiutare l’anziano ad essere il più possibile autosufficiente:
attraverso il servizio di teleassitenza….
con il servizio di assistenza domiciliare….
…con la possibilità di frequentare lo spazio di animazione Gruppo Nuova Giovinezza…
…nei casi più difficili, aiutando persone e familiari a considerare la possibilità di ricovero in una struttura residenziale
il ricovero per persone anziane può anche essere temporaneo….
…esistono possibilità di contributo economico per pagare le rette del ricovero. |
I servizi e gli interventi che il Servizio Sociale offre alla persona anziana mirano a preservare il più possibile la sua autonomia ed autosufficienza, cioè la capacità, per quanto possibile, di “fare da sé” a casa propria e di mantenere il proprio stile di vita e le relazioni umane nel proprio ambiente. Ogni intervento sociale a favore dei bisogni della persona anziana viene progettato come un sostegno ed un aiuto individuale, non standardizzato, e vuole avere come scopo il benessere della persona. Per questo motivo è concordato con la persona stessa o con i suoi familiari, in modo da tenere pieno conto delle loro intenzioni e volontà.
A seconda del bisogno o del livello di difficoltà della persona anziana, esistono diverse possibilità per sostenere al meglio condizioni di autonomia ed autosufficienza. Di seguito sono riportati i servizi attivi rivolti a differenti situazioni di bisogno:
Servizio di teleassistenza Come ogni cittadino, l’anziano può richiedere al Servizio Sociale l’attivazione del servizio di teleassistenza per sentirsi sicuro a casa propria e per poter contare su di un intervento tempestivo in ogni situazione di emergenza. Informazioni, tempi e modalità del servizio di teleassistenza sono riportate alla scheda n. 6.
Servizio di assistenza domiciliare Tutti i cittadini anziani che si trovano in una situazione di difficoltà, temporanea o prolungata, nel prendersi cura di sé rispetto ai propri bisogni primari (come ad esempio il mangiare o la pulizia personale), possono richiedere al Servizio Sociale un intervento di assistenza domiciliare. Informazioni, tempi e modalità di questo servizio sono riportate alla scheda n. 5.
Gruppo Nuova Giovinezza Il Gruppo Nuova Giovinezza è uno spazio di animazione organizzato dal Servizio Sociale del Comune, e rivolto alle persone anziane di Bernareggio, anche parzialmente non autosufficienti. Il Gruppo è gestito da ausiliarie socio-assistenziali. Propone, oltre a momenti di animazione, giochi di stimolazione ed attività manuali finalizzate al mantenimento delle capacità ed abilità residue, ed a creare occasioni di svago, di socializzazione e di espressione. Il Gruppo Nuova Giovinezza si riunisce tutti i mercoledì dalle
ore 15.00 alle ore Le ausiliarie socio-assistenziali si riuniscono, oltre alla giornata settimanale di attività, almeno una volta ogni 15 giorni per un momento di organizzazione, coordinamento e supervisione delle attività. Se la persona anziana ha difficoltà a raggiungere con i propri mezzi il CDA (Centro Diurno Anziani), il Servizio Sociale del Comune può organizzare il trasporto, anche con un mezzo attrezzato per persone in carrozzina, in collaborazione con i volontari del Centro Ascolto. E’ in programma per il prossimo futuro un ulteriore giorno di apertura alla settimana. La partecipazione al gruppo è completamente gratuita per gli anziani che ne usufruiscono. Per accedere alle attività del gruppo o semplicemente per avere ulteriori informazioni, occorre fissare un colloquio con l’assistente sociale.
Il ricovero in una struttura residenziale protetta (casa di riposo) Come già detto, gli interventi di aiuto e di sostegno ai bisogni dell’anziano hanno come scopo di mantenere fin dove è possibile la persona nel suo normale ambiente di vita e di relazione. Tuttavia, nel caso estremo di una persona anziana che ha perduto in maniera grave la propria autonomia e che si trova senza possibilità di assistenza continuativa a casa propria, occorre valutare l’opportunità di inserimento in una casa di riposo, temporaneamente oppure stabilmente. Il Servizio Sociale del Comune, attraverso l’assistente sociale, può aiutare i familiari dell’anziano in difficoltà a considerare tutte le possibili alternative alla degenza, e nel caso in cui non sia possibile fare altrimenti, può fornire le informazioni in suo possesso sulle case di riposo esistenti nel territorio. Il Servizio Sociale dispone inoltre della modulistica di alcune Case di Riposo del territorio per le quali è necessaria una compilazione da parte dell’Assistente Sociale; in questo modo è possibile fare domanda di accesso alla struttura residenziale. E’ poi la famiglia che contatta direttamente la struttura. E’ infatti importante che siano i familiari della persona anziana a valutare l’ambiente e la situazione residenziale, e ad instaurare un loro rapporto di fiducia con il personale della casa di riposo.Ogni struttura valuta le domande in base ai suoi criteri e ha le sue liste d’attesa. Vi è anche il caso in cui il bisogno di ricovero della persona anziana è legato ad un tempo limitato, per esempio dopo un periodo di degenza ospedaliera. L’assistente sociale del Comune può in questi casi fornire informazioni ed indirizzi delle case famiglia esistenti sul territorio. Le case famiglia sono strutture di ricovero temporaneo, più piccole rispetto alle case di riposo e con un limitato numero di ospiti (di solito, dai 5 ai 10). L’atmosfera all’interno è più “familiare” rispetto alle grandi strutture, e il tipo di servizio che offrono ha un carattere maggiormente assistenziale che sanitario (il personale sanitario è di solito esterno alla casa famiglia). Alcune case famiglia del territorio sono gestite da volontari. In ogni situazione di ricovero, qualora la persona ricoverata in una struttura residenziale non riuscisse a coprire con il reddito a sua disposizione tutta la retta di degenza e i parenti tenuti agli alimenti (art. 433 del Codice Civile) non fossero in grado di contribuire al pagamento della quota mancante, il Servizio Sociale del Comune può valutare la possibilità di intervenire al pagamento. Per presentare la domanda di contributo occorre rivolgersi all’assistente sociale del Comune. Il Servizio Sociale quindi valuta la richiesta, esamina la condizione economica complessiva della persona che richiede il ricovero, ed inoltre la condizione economica complessiva delle persone tenute a prestare gli alimenti (familiari), come previsto per legge dall’art. 433 del Codice Civile. Il ricoverando partecipa alla spesa per il ricovero con l’intero ammontare delle proprie entrate. Il Comune, in ogni caso, interverrà economicamente dal momento in cui le sostanze proprie dell’utente, compreso l’eventuale ricavato dalle vendite di immobili, si saranno ridotte al limite di 5.000 euro.
Dalla domanda di contributo alla risposta da parte del Servizio Sociale trascorrono al massimo 30 giorni. Possono essere richiesti al Servizio Sociale contributi economici per ricoveri temporanei, riferiti ad esempio al periodo estivo. Con gli stessi criteri di valutazione economica del ricovero, può essere preso in considerazione un contributo sostitutivo di ricovero (per sostenere il costo di una badante o di altro personale di assistenza). Per informazione su questo sussidio, vedi scheda n. 18. I criteri di valutazione economica sono sempre quelli sopra descritti; la concessione del contributo è sempre vincolata ad una valutazione e ad un progetto elaborato dall’Assistente Sociale e alle disponibilità economiche dell’Ente.
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Scheda 23
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Come posso ottenere un aiuto per accudire a casa un persona una persona disabile? |
Il servizio di assistenza domiciliare (SAD) per una persona disabile non è diverso da quello rivolto ad ogni altro cittadino in condizioni di non completa autosufficienza.
Per informazioni dettagliate sul SAD vedi quindi la scheda n. 5. Tale servizio è erogato a seguito di un progetto di intervento concordato con l’ Assistente Sociale. |
Scheda 24
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Come faccio a spostarmi fuori casa se ho bisogno di essere accompagnato?
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Come qualunque altro cittadino in difficoltà, anche la persona disabile che ha necessità di spostarsi fuori casa – per esempio per affrontare delle terapie, delle visite mediche specialistiche, per frequentare strutture scolastiche o formative e centri diurni, o per recarsi sul luogo di un tirocinio lavorativo – e non può farlo autonomamente, può rivolgersi allo sportello del Servizio Sociale del Comune per una domanda di trasporto.
Il servizio di trasporto è completamente gratuito per persone disabili, ed è effettuato con un mezzo attrezzato di sollevatore per carrozzine.
I modi e i tempi per presentare la richiesta ed ottenere il servizio sono illustrati nella scheda n. 4. |
Scheda 24
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Come faccio se ho difficoltà a sostenere le spese per accudire un famigliare disabile?
Esistono contributi per sostenere il costo del ricovero in una comunità protetta o in centro residenziale?
Sono previsti contributi economici per chi organizza l’assistenza del familiare a casa propria?
In casi di particolare bisogno, il Servizio Sociale interviene anche con contributi sui farmaci. |
Gli interventi di assistenza economica ( secondo quanto stabilito all’art. 9 del Regolamento Comunale dei Servizi Socio Assistenziali ) sono diretti ai singoli ed ai nuclei familiari che non dispongano di risorse sufficienti a garantire il soddisfacimento dei bisogni fondamentali o si trovino in occasionali situazioni di emergenza. Il beneficio economico viene concesso, quindi, a chi si trova in stato di bisogno. Occorre evidenziare che l’efficacia degli interventi a carattere economico è legata alla compresenza di elementi quali: - l’impegno verificato del soggetto cui l’intervento è rivolto a collaborare al progetto predisposto per il raggiungimento della sua piena autonomia sociale ed economica; - il coordinamento delle risorse disponibili.
Per avere una piena consapevolezza dello stato di bisogno e valutare l’erogazione del contributo, il Servizio Sociale considera sia la più generale condizione di vita del richiedente al momento della domanda, sia la sua situazione economica complessiva (reddituale e patrimoniale calcolata in base al reddito ISEE – indicatore Situazione Economica Equivalente). I modi e i tempi per richiedere un contributo economico sono illustrati nella scheda n. 3. In ogni situazione di ricovero, qualora la persona ricoverata in una struttura residenziale non riuscisse a coprire con il reddito a sua disposizione tutta la retta di degenza e i parenti tenuti agli alimenti (art. 433 del Codice Civile) non fossero in grado di contribuire al pagamento della quota mancante, il Servizio Sociale del Comune può valutare la possibilità di intervenire al pagamento. Per presentare la domanda di contributo occorre rivolgersi all’assistente sociale del Comune. Il Servizio Sociale valuta la richiesta, esaminando la condizione economica complessiva della persona che richiede il ricovero, ed inoltre la condizione economica complessiva delle persone tenute a prestare gli alimenti (i familiari). Il ricoverando partecipa alla spesa per il ricovero con l’intero ammontare delle proprie entrate. Il Comune, in ogni caso, interverrà economicamente dal momento in cui le sostanze proprie dell’utente, compreso l’eventuale ricavato dalle vendite di immobili, si saranno ridotte al limite di 5.000 euro Dalla domanda di contributo alla risposta da parte del Servizio Sociale trascorrono al massimo 30 giorni. Possono essere richiesti al Servizio Sociale contributi economici per ricoveri temporanei, riferiti ad esempio al periodo estivo.
E' prevista inoltre la possibilità di sostegno economico sostitutivo al ricovero: si tratta di un sussidio riconosciuto a persone disabili ed inabili non autosufficienti totali o parziali che necessitano di prestazioni assistenziali private onerose per poter continuare a vivere nel proprio ambiente familiare. Il contributo è finalizzato a coprire totalmente o parzialmente le spese sostenute per prestazioni domiciliari di cura svolte da privati e ritenute indispensabili per le necessità della persona assistita, non fruibili mediante l’intervento dei familiari e dei servizi di assistenza domiciliare pubblici, per complessità, durata o frequenza degli interventi. Queste prestazioni devono rientrare in un progetto elaborato dal Servizio Sociale.
Per richiedere questo sussidio, occorre fissare un appuntamento con l’assistente sociale ed esporre il proprio problema. Il Servizio Sociale, in base alle informazioni acquisite, può valutare l’opportunità di erogare un contributo che non potrà essere superiore alla somma corrispondente al triplo del minimo vitale (art. 48 del suddetto Regolamento Comunale).
Dal momento della domanda di contributo alla risposta trascorrono al massimo 15 giorni. Dalla risposta positiva alla effettiva erogazione del contributo passano al massimo altri 15 giorni. Il contributo è erogato con continuità (non una tantum) e dura finché esiste lo stato di bisogno.
In particolari casi di disabili in grave difficoltà economica, il Servizio Sociale offre inoltre un particolare tipo di sostegno economico sotto forma di “assistenza farmaceutica”. Sulla base di una valutazione economica e di criteri definiti annualmente dall’Amministrazione Comunale, può essere assegnata la fornitura gratuita di farmaci essenziali. Tale supporto viene garantito per un periodo di tempo limitato ed è attivabile mediante un colloquio con l’assistente sociale, che valuterà la situazione. |
Scheda 25
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E’ possibile facilitare la frequenza scolastica di un bambino o di un ragazzo con disabilità?
Chi affianca in concreto i ragazzi disabili a scuola?
Come si accede all’assistenza educativa ad personam?
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L’Ufficio Scuola del Comune di Bernareggio, nel quadro del proprio piano per il diritto allo studio, sostiene l’attività formativa delle scuole del territorio comunale attraverso il servizio di assistenza educativa scolastica agli alunni disabili. In pratica il Comune, in collaborazione con Offertasociale, e con il coordinamento della psicopedagogista del Servizio Sociale, mette a disposizione delle scuole delle assistenti educative che affiancano individualmente gli alunni disabili a scuola per un numero di ore che varia a seconda del progetto costruito sulla base delle esigenze della persona.
L’assistente educativa è un’operatrice che ha qualifica specifica ed esperienza in campo educativo. Collabora, assieme agli insegnanti della classe, alla attuazione del progetto educativo individualizzato previsto per l’alunno disabile. In concreto facilita l’apprendimento dell’alunno compiendo un lavoro di semplificazione e “traduzione” del materiale didattico, riproponendo e rielaborando assieme al ragazzo o alla ragazza gli argomenti trattati in classe, adeguandoli ai suoi tempi ed alle sue modalità. L’assistente educativa opera inoltre a favore dell’integrazione sociale del giovane disabile nella scuola, facilitando la sua relazione e comunicazione con gli altri; si occupa infine dei bisogni più strettamente assistenziali.
Non è la famiglia a fare domanda di assistenza educativa per il proprio figlio/a, ma è la scuola stessa che la richiede al Ufficio Scuola del Comune, sulla base della certificazione di disabilità dell’alunno. La psicopedagogista del Servizio Sociale valuta, in condivisione con la scuola e i servizi specialistici dell’handicap, la richiesta di assistenza, quindi formula in collaborazione con scuola, servizi specialistici, ed anche con la famiglia del giovane disabile, un progetto di intervento, che prevede tempi e modalità dell’assistenza educativa. Steso il progetto, può partire l’intervento dell’assistente educativa ad personam in classe. L’andamento del progetto viene poi verificato almeno due volte nel corso dell’anno scolastico, in riunioni formali a cui partecipano tutti gli attori del progetto educativo (famiglia, scuola, servizi e psicopedagogista).
La psicopedagogista del Servizio Sociale inoltre è a disposizione delle famiglie degli alunni disabili per orientamento, consulenza educativa e, se ve ne è necessità, accompagnamento nelle relazioni con i servizi specialistici e nei percorsi di riconoscimento della invalidità.
Il servizio di assistenza educativa scolastica è completamente gratuito per chi ne usufruisce. |
Scheda 26
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Cosa potrà fare dopo la scuola media una ragazza o un ragazzo disabile?
Quali servizi o quali altri luoghi di socializzazione potrà frequentare?
E se la famiglia non è più in grado di offrire ad un familiare disabile l’assistenza di cui ha bisogno? |
Un ragazzo o una ragazza disabile giunta al termine della classe terza della scuola media ha di fronte diverse possibilità di inserimento in realtà sociali e di frequenza di servizi formativi.
Il Servizio Sociale è a disposizione della persona disabile e dei suoi familiari per delineare un quadro dei servizi e delle occasioni esistenti sul territorio e per aiutare ad orientare la scelta verso quelle maggiormente rispondenti alle caratteristiche ed alle possibilità della persona.
Attraverso un colloquio con l’assistente sociale, la persona disabile ed i familiari possono essere guidati ad una obiettiva valutazione della situazione. Per fare questo l’assistente sociale tiene ovviamente conto di tutta la storia pregressa della persona e della documentazione esistente in proposito: delle valutazioni già eventualmente compiute nel tempo dal servizio specialistico sull’handicap (come ad esempio l’UONPIA) e dalla scuola dell’obbligo che il ragazzo o la ragazza hanno frequentato negli anni precedenti. Sulla base di tutto questo il Servizio Sociale, se la famiglia lo richiede o ne manifesta il bisogno, ricerca il servizio o l’organizzazione più adatta alle esigenze, formula una richiesta di inserimento, progetta un percorso individuale e fissa una serie di obiettivi che condivide con la persona stessa e con i suoi familiari. Una volta che il disabile è inserito presso un servizio territoriale, il Servizio Sociale compie verifiche periodiche ed incontri di valutazione del percorso. Di seguito alcune delle possibilità esistenti in zona offerte alle persone disabili, oltre la terza media.
Scuola superiore, Centri di Formazione ProfessionaleA quei ragazzi disabili che posseggano abilità ed interesse nello studio o in percorsi formativi, ed intendono perciò proseguire con la scuola, il Servizio Sociale offre informazioni ed orientamento riguardo alle occasioni ed alle possibilità esistenti. E’ la famiglia del ragazzo o della ragazza che contatta poi la scuola o il Centro di Formazione Professionale per esporre la propria situazione, iscrivere eventualmente il proprio figlio ed usufruire dei possibili supporti alla persona disabile che la scuola mette a disposizione.
Servizio per
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Scheda 27
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Come si può facilitare l’inserimento al lavoro da parte di una persona portatrice di disabilità? |
Il Servizio Sociale comunale si occupa di offrire percorsi protetti di inserimento al lavoro a favore di cittadini in possesso del verbale di riconoscimento dell’invalidità civile e che abbiano abilità lavorative anche potenziali Il Servizio Sociale facilita l’inserimento lavorativo delle persone disabili segnalandole al Servizio Inserimenti Lavorativi Disabili (SILD) gestito a livello sovracomunale da Offertasociale. In un colloquio, richiesto dalla persona interessata, l’assistente sociale ascolta il bisogno e la domanda espressa dalla persona, compila una scheda di segnalazione, invia la persona al SILD, registra e condivide periodicamente con il richiedente e con gli operatori del SILD i vari momenti del percorso di inserimento al lavoro.
Per maggiori informazioni riguardo a questo tipo di servizio, vedi la scheda n. 1
Dalla domanda completa di documentazione alla segnalazione al SILD trascorre al massimo una settimana. |
Scheda 28
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Come faccio ad ottenere il riconoscimento di invalidità di un mio familiare, così da tutelare meglio i suoi diritti ed ottenere aiuto?
Se ne ho bisogno per me o per un familiare disabile, come posso procurare degli ausili?
A chi posso rivolgermi per conoscere leggi e norme che tutelano chi è in condizione di disabilità…
e per ricevere informazioni su quali occasioni e spazi offre il nostro territorio per le persone disabili? |
Per poter svolgere i compiti istituzionali di assistenza, il Servizio Sociale dispone di informazioni, conoscenze, ma anche di concrete relazioni e contatti con la rete dei servizi ed in generale con le realtà territoriali che si occupano dei bisogni delle persone disabili. I cittadini, nei colloqui con le assistenti sociali possono ricevere informazione ed orientamento rispetto al “che fare” o al “come fare” per soddisfare i bisogni e le aspettative delle persone disabili. Di seguito alcuni temi importanti riguardanti tali bisogni ed aspettative:
Il riconoscimento dell’invaliditàLa competenza riguardo al verbale di riconoscimento dell’invalidità civile appartiene all’ASL. La domanda per il riconoscimento, come anche quella riguardante l’aggravamento della invalidità, sono perciò da presentare all’ufficio invalidi dell’ASL, in piazza Marconi 7/a a Vimercate.
Il Servizio Sociale comunale, può però aiutare chi ne ha bisogno a compilare la domanda, può informare sui documenti necessari a presentarla, chiarire quali agevolazioni si possono ottenere una volta che l’invalidità venga riconosciuta.
Gli ausiliE’ compito dell’ASL di fornire gli ausili necessari ad una persona disabile (ad esempio carrozzine, letti ortopedici, comode, deambulatori, materassi antidecubito, pannoloni, traverse, scarpe ortopediche, particolari strumenti informatici, ecc…) Per questi bisogni, è quindi necessario rivolgersi all’Ufficio Invalidi dell’ASL in piazza Marconi 7/a a Vimercate.
E’ tuttavia sempre possibile rivolgersi al Servizio Sociale del comune per avere tutte le informazioni necessarie, e per essere orientati sui passaggi specifici e sulla documentazione necessaria ad ottenere gli ausili.
I diritti della persona disabileAl Servizio Sociale ci si può anche rivolgere per conoscere ed avere chiarimenti riguardo alle leggi che tutelano i diritti delle persone disabili, e che prevedono possibilità di inserimento e di integrazione sociale, facilitazioni, forme di sostegno anche economico (ad esempio i tesserini di esenzione per patologia, invalidità e reddito, oppure l’esenzione dal pagamento del bollo auto, o anche il tesserino per poter usufruire del parcheggio invalidi). Per questo genere di informazioni ed approfondimenti, occorre rivolgersi allo sportello del Servizio e fissare un appuntamento con l’assistente sociale.
Tempo libero e vacanze per persone disabiliLe assistenti sociali possono fornire informazioni e contatti ed anche un primo accompagnamento verso associazioni, agenzie ed organizzazioni del territorio che operano per offrire alle persone disabili occasioni e momenti di animazione, attività espressive divertimento e vacanza. In alcuni casi è lo stesso Servizio Sociale ad offrire risorse e sostegno a queste organizzazioni. |